Le tecnologie abilitanti fondamentali: un ponte per la crescita e per l'occupazione.
L’Europa è un leader mondiale nello sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali (abbrev. KET, dall'inglese Key Enabling Technologies) e ha tutti i numeri per mantenere tale posizione. Dispone inoltre di un notevole vantaggio competitivo: è l'unica regione al mondo in cui sono sviluppate tutte e sei le KET (micro/nanoelettronica, nanotecnologia, fotonica, materiali avanzati, biotecnologia industriale e tecnologie di produzione avanzate).
Nel corso degli anni, grazie alla sua forte base di R&S, l'Europa ha realizzato progressi in tutte e sei le KET, mantenendo una posizione di preminenza con il 32% delle domande di brevetto a livello mondiale fra il 1991 e il 2008. Tuttavia, nonostante questi punti di forza, l'UE non mette a frutto la sua base di conoscenze. La sua principale debolezza sta nell'incapacità di trasformare la sua base di conoscenze in beni e servizi, mentre i suoi brevetti sono sempre più sfruttati al di fuori del suo territorio.
Tratto da: https://ec.europa.eu e Piano Nazionale Industria 4.0
In Italia, nel piano Transizione 4.0, sono state definite tecnologie abilitanti anche:
Intelligenza Artificiale (IA) e Machine Learning;
Internet delle Cose (IoT): connessione di oggetti fisici alla rete;
Big data e Analytics: gestione di enormi quantità di dati per scopi predittivi;
Cybersecurity: protezione dei sistemi e dei dati;
Cloud computing: accesso condiviso a risorse di calcolo.
L'intelligenza artificiale è una delle Tecnologie Abilitanti (KETs) su cui l'Europa punta, ed è l'unica che ha già una legge propria, l'AI Act, in vigore dal 2 agosto 2026. Il 76% delle PMI italiane non ha investito né prevede di investire nell'AI (Osservatorio PoliMi, 2026): quasi nessuno sa a che punto è davvero. Sei domande dirette per scoprirlo, il primo passo prima di affrontare le altre KETs.